Il bilancio di genere

Il bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna e le Linee guida per l’implementazione del bilancio di genere nei Comuni

Un percorso teso a diffondere in tutte le articolazioni dell’amministrazione regionale e nella società una sempre maggiore sensibilizzazione rispetto al tema della parità e del contrasto alle discriminazioni di genere

Cosa fa la Regione

Il bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna

Il bilancio di genere è uno strumento previsto dalla legge quadro per la parità e il contrasto alle discriminazioni di genere (legge regionale 6/2014).

È un tassello importante nello sviluppo di politiche di pari opportunità e si pone come azione chiave per l’applicazione del gender mainstreaming: consente di determinare l’impatto delle politiche pubbliche su donne e uomini e persegue obiettivi di equità, efficienza, trasparenza e partecipazione.

Sostiene gli amministratori pubblici nella volontà di sviluppare politiche economiche che tengano conto della differenza tra uomini e donne, permettendo di utilizzare le risorse pubbliche con sempre maggiore equità nei confronti della cittadinanza.

Attraverso l’elaborazione di dati, statistiche e analisi centrate sul genere, un’Amministrazione può valutare in maniera più puntuale le proprie scelte al fine di migliorare la propria azione e, se necessario, ricalibrare le priorità di intervento rispetto ai bisogni delle cittadine e dei cittadini.

Al tempo stesso è bene sottolineare che non si tratta di uno strumento rivolto a produrre “bilanci delle donne” o specificamente rivolti alle donne, ma finalizzato a intervenire sui bilanci pubblici, tutelando sì i diritti individuali, ma in una prospettiva di interesse generale, con effetti positivi per l’intera società.

La lettura di genere del bilancio aumenta nelle Amministrazioni la coscienza degli impatti del loro operato ed è uno strumento di trasparenza (in quanto consente anche alla cittadinanza di valutare l’operato dell’Ente evidenziando le aree di intervento maggiormente interessate dalle disparità) e di equità.

La prima edizione del bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna (2016)

Nel 2016 è stata presentata la prima edizione del bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna (anno 2015) dopo l’approvazione della Legge quadro, pubblicazione realizzata in via sperimentale completamente “in house” quale frutto di un lavoro partecipato che ha visto coinvolta “l’Area d’integrazione per le politiche di genere” (art. 39 LR 6/14), organismo che raccoglie rappresentanti di tutte le Direzioni generali della Amministrazione regionale. Il documento è stato realizzato coordinandolo con il Piano integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere, che la Regione realizza a partire dal 2008.

La seconda edizione del bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna (2018)

La realizzazione della seconda edizione del bilancio di genere nell’approccio ben-essere ha coinvolto tutti i settori dell’amministrazione regionale in un percorso teso a dare maggiore diffusione ai temi della parità e del contrasto alle discriminazioni di genere. Hanno infatti contribuito rappresentanti di tutte le direzioni generali, in particolare, colleghe e colleghi dell’Area di integrazione del punto di vista di genere e valutazione del suo impatto sulle politiche regionali.

L’elemento di novità rispetto all’ultima edizione è la nuova metodologia utilizzata: l’approccio ben-essere che in sostanza passa da una classificazione di tipo puramente amministrativo-contabile ad un’analisi che evidenzia l’impatto di genere delle politiche pubbliche in nove principali contesti:

  • accedere alla conoscenza e alla cultura: istruzione, ricerca, formazione, informazione, attività culturali;
  • vivere una vita sana;
  • lavorare e fare impresa;
  • accedere alle risorse pubbliche: servizi e trasferimenti;
  • vivere, abitare e lavorare in luoghi adeguati e sicuri e in ambiente sostenibile;
  • muoversi nel territorio;
  • prendersi cura degli altri;
  • prendersi cura di sé;
  • partecipare alla vita pubblica e convivere in una società equa.

L’analisi delle azioni rendicontate ha consentito di individuare, nel 2016, un impegno complessivo della Regione pari a 786 milioni di euro per lavoro, welfare, partecipazione femminile alla vita pubblica, salute, promozione di una cultura di genere e contrasto alla violenza sulle donne che ha interessato quasi 2,3 milioni di donne.

 

Le Linee guida per l’implementazione del bilancio di genere nei Comuni

Le linee guida nascono con l’obiettivo di orientare le amministrazioni pubbliche e qualsiasi altro Ente interessato alla metodologia, nonché i cittadini, nel seguire precise fasi per l’utilizzo di tutti gli strumenti in modo adeguato ed efficace all’applicazione del Bilancio di genere attraverso un percorso in sette fasi:

  • formazione e sensibilizzazione;
  • definizione delle dimensioni di benessere;
  • analisi di contesto;
  • analisi di bilancio;
  • struttura;
  • dall’auditing al budgeting;
  • condivisione dei risultati.

Il processo proposto nelle Linee guida per l’applicazione del bilancio di genere in approccio ben-essere ai bilanci comunali conduce a un miglioramento in termini di trasparenza e più facile comunicazione all’esterno dell’ente.

 

Entrambi i volumi sono stati realizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Economia ‘Marco Biagi’, in particolare con il Centro di ricerca Capp (Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche).

Fonte: http://parita.regione.emilia-romagna.it/il-bilancio-di-genere

Tavolo regionale permanente per le politiche di genere

Cosa fa la Regione

Con Deliberazione di Giunta regionale n. 336/2017 è stato istituito il Tavolo regionale permanente per le politiche di genere, previsto all’art. 38 della Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere, quale organo consultivo della Regione, con il compito di fornire un quadro unitario della dimensione di genere all’interno delle politiche regionali.

Il Tavolo è presieduto dall’Assessora regionale alle pari opportunità, è invitata la Presidente della Commissione per la parità e coinvolge gli Assessori e le Assessore alle pari opportunità degli Enti locali e le rappresentanze regionali dei soggetti attivi nella rete di sostegno alla parità.

La delibera, in attuazione della Legge quadro, ha definito nel dettaglio la composizione ed i compiti del Tavolo, prevedendo che debba svolgere attività di condivisione, riflessione e confronto sulle azioni positive territoriali e sulle tematiche che impattano sulla dimensione di genere a livello regionale e coordinare le attività realizzate direttamente dalla Regione con le attività realizzate dagli Enti locali e dai soggetti attivi nella rete di sostegno alla parità. Il nuovo strumento si configura quindi come luogo di confronto per promuovere e attuare in modo organico e concertato una efficace politica di pari opportunità sull’intero territorio regionale.

Per contribuire a rafforzare il radicamento sul territorio di una cultura delle differenze è infatti necessario agire in sinergia con i diversi soggetti – istituzionali e non – impegnati su queste tematiche, valorizzando la ricchezza già presente nel territorio regionale.

Come partecipare al Tavolo regionale permanente per le politiche di genere

Per partecipare ai lavori del Tavolo le Associazioni interessate possono compilare il modulo di adesione che si trova in calce a questa pagina.

A chi rivolgersi

Ragazzini Francesca tel.051.527.7358;

Francesca.Ragazzini@regione.emilia-romagna.it

Elena Cantoni tel. 051.527.5577;

Elena.Cantoni@regione.emilia-romagna.it

Enzo Di Candilo tel. 051.527.5160;

Enzo.DiCandilo@regione.emilia-romagna.it

Cristina Karadole tel 051.527.7514;

Cristina.Karadole@regione.emilia-romagna.it

Rinviato l’appuntamento del 21 maggio in cui era prevista la prima seduta. A breve sarà comunicata una nuova data

Il tavolo è un organismo consultivo regionale che ha il compito svolgere attività di condivisione, riflessione e confronto sulle azioni positive territoriali e sulle tematiche che impattano sulla dimensione di genere a livello regionale. Esso è altresì destinato a coordinare le attività realizzate direttamente dalla Regione con le attività messe in campo dagli Enti locali e dai soggetti attivi nella rete di sostegno alla parità.

Rinviato l’appuntamento del 21 maggio in cui era prevista la prima seduta. A breve sarà comunicata una nuova data.

Come partecipare al Tavolo regionale permanente per le politiche di genere

Oltre ai membri previsti in delibera (Assessori e assessore competenti in materia di pari opportunità degli Enti locali, rappresentanti ANCI, UPI e Città metropolitana di Bologna; rappresentanze sindacali e imprenditoriali; Coordinamento dei Centri antiviolenza della Regione Emilia, rappresentanze di Università e istituti di ricerca, Consigliere di parità regionali; CUG, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Garante regionale infanzia e adolescenza; Presidente del Corecom; Difensore civico regionale), ne faranno parte rappresentanze regionali di associazioni femminili che promuovono l’uguaglianza di genere, le pari opportunità, il contrasto agli stereotipi e i diritti delle donne sul territorio regionale, nonché rappresentanze regionali di associazioni ricreative, sportive e culturali, che abbiano manifestato interesse.

Alle predette associazioni, ai fini della convocazione e partecipazione agli incontri del Tavolo si chiede di compilare l’apposito modulo.

Fonte: http://parita.regione.emilia-romagna.it/

Il Ministero alle Pari Opportunità per la prevenzione di matrimoni forzati e mutilazioni genitali femminili

Il 6 febbraio ė la Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, istituita dalle Nazioni Unite quale giornata di riflessione internazionale sulla tolleranza zero nei confronti di questa pratica. (…)
A causa dell’aumento dei flussi migratori, infatti, il fenomeno inevitabilmente ha coinvolto anche l’Europa. (…)
Sebbene i dati sulla diffusione nei paesi europei non siano noti, il Parlamento europeo stima che circa 500.000 tra donne e ragazze convivano con le Mutilazioni Genitali Femminili. (…)
Istituzioni, volontariato, comunità territoriali: tutti hanno la possibilità di contribuire ad operare nelle coscienze delle donne e delle bambine vittime o potenziali vittime di mutilazioni e delle loro famiglie, quella rivoluzione culturale che possa rendere le stesse consapevoli che si può rimanere fedeli alla propria cultura e alle proprie tradizioni anche abbandonando questa pratica.
Fonte: sito del Ministero alle Pari Opportunità.

Alcuni consigli per riconoscere precocemente le vittime di mutilazioni genitali femminili li trovi qui.

Scopri tutte le informazioni sul sito ufficiale del Ministero alle Pari Opportunità.

UNAR per la lotta alle discriminazioni razziali

UNAR – ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI
Garantire parità di trattamento fra le persone e superare le discriminazioni

L’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica (UNAR) è stato istituito con il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, di recepimento della direttiva comunitaria n. 2000/43 CE ed opera nell’ambito del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

UNAR ha la funzione di garantire, in piena autonomia di giudizio e in condizioni di imparzialità, l’effettività del principio di parità di trattamento fra le persone, di vigilare sull’operatività degli strumenti di tutela vigenti contro le discriminazioni e di contribuire a rimuovere le discriminazioni fondate sulla razza e l’origine etnica analizzando il diverso impatto che le stesse hanno sul genere e il loro rapporto con le altre forme di razzismo di carattere culturale e religioso.

In particolare UNAR:

  • fornisce assistenza alle vittime di comportamenti discriminatori nei procedimenti intrapresi da queste ultime sia in sede amministrativa che giurisdizionale, attraverso l’azione dedicata di un apposito Contact center;
  • svolge inchieste al fine di verificare l’esistenza di fenomeni discriminatori nel rispetto delle prerogative dell’autorità giudiziaria;
  • promuove l’adozione di progetti di azioni positive in collaborazione con le associazioni no profit;
  • diffonde la massima conoscenza degli strumenti di tutela attraverso azioni di sensibilizzazione e campagne di comunicazione;
  • formula raccomandazioni e pareri sulle questioni connesse alla discriminazione per razza ed origine etnica;
  • redige due relazioni annuali, rispettivamente per il Parlamento e per il Presidente del Consiglio dei Ministri;
  • promuove studi, ricerche, corsi di formazione e scambi di esperienze, in collaborazione anche con le associazioni e le organizzazioni non governative che operano nel settore, anche al fine di elaborare delle linee guida o dei codici di condotta nel settore della lotta alle discriminazioni fondate su razza o origine etnica.Fonte: sito del Ministero delle Pari opportunità

Visita il sito di UNAR  e scopri di più

Guida al Bullo 2.0

L’ Associazione studentesca Future is Now ha ideato una guida contenente 10 consigli per affrontare episodi di bullismo e cyberbullismo.

La trovi cliccando qui

L’Associazione culturale studentesca Future Is Now ha come obiettivo lo sviluppo e la creazione di progetti dedicati e realizzati dai giovani per i giovani, valorizzandone la creatività, supportandoli e coinvolgendoli in azioni di legalità, rispetto dell’ambiente, riqualificazione delle aree urbane.

In questo contesto, un argomento di particolare interesse per l’Associazione è rappresentato anche dai casi di bullismo e cyberbullismo, fenomeni psicologici dovuti alle caratteristiche psico-sociali degli individui, che trovano, se non una legittimazione, una mancanza di argine nella società dovuta anche alla rete internet ed i social network, che favoriscono un’amplificazione dei fenomeni a danno delle vittime.

La “Guida al bullo 2.0” è un testo ideato da Future Is Now con il contributo volontario di esperti. All’interno sono presenti 10 regole per affrontare il bullismo e il cyberbullismo e delle sezioni tematiche dedicate, con suggerimenti giuridici e sociali per affrontare e prevenire situazioni a rischio.

La guida, giunta alla seconda edizione, è destinata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado ed alle loro famiglie, così da fornire uno strumento utile e pratico, a portata di smartphone grazie alla versione digitale. Ad oggi sono state distribuite sul territorio nazionale oltre 8700 copie della Guida, in collaborazione con le associazioni nazionali e territoriali attive nel contrasto e nella prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

Dal sito del Ministero alle Pari Opportunità

Il Ministero alle pari opportunità per il contrasto alla pedofilia e alla pornografia minorile

Numero verde della linea Emergenza Infanzia: 114

Questa linea telefonica di emergenza è attiva 24 ore su 24, gratuitamente e accessibile da tutto il territorio nazionale, per segnalazioni su situazioni di disagio o pericolo riguardanti i minori.

Visita il sito web Emergenza Infanzia per scoprire di più.

Il Ministero ha previsto una serie di azioni per rafforzare la lotta alla pedofilia e alla pedopornografia: se vuoi leggere tutto quanto previsto, clicca qui.

ModenaToday: Centri antiviolenza, a Modena già oltre 400 accessi da inizio anno

ModenaToday: Centri antiviolenza, a Modena già oltre 400 accessi da inizio anno

Modena vanta una rete di servizi e associazioni in grado di garantire la migliore assistenza alle vittime di violenza. Dati stabili: in regione 9 casi al giorno

Dai dati pubblicati di recente dal Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna emerge che nel modenese, nei primi dieci mesi del 2017, sono 424 le donne che, dopo aver subito violenza, si sono rivolte ai due centri attivi sul territorio: la Casa delle donne di Modena e Vivere donna di Carpi. A livello regionale sono state 3.139, in pratica quasi nove al giorno, un dato sostanzialmente stabile nel biennio 2016-2017: nel 2016 le donne che avevano subito violenza accolte nei centri regionali erano state 3.200.

Per quanto riguarda la rete dei servizi nel modenese, oltre ai due Centri antiviolenza, sono attivi 30 Consultori dell’Ausl e 14 sportelli antiviolenza e centri di ascolto comunali sparsi un pò in tutto il territorio provinciale.

Il reparto di ostetrico-ginecologica del Policlinico ha avviato dal 2015 il percorso dedicato all’accoglienza-diagnosi e trattamento delle donne vittime di violenza sessuale di Modena che prevede la centralizzazione di tutti i casi di violenza sessuale gestititi dalle strutture sanitarie pubbliche della provincia di Modena.

Sempre a Modena, inoltre, è attivo dal 2011 anche il centro Ldv (Liberiamoci dalla violenza) sempre dall’Ausl che si occupa dell’accompagnamento al cambiamento di uomini autori di violenza.  La Provincia, infine, nell’ambito delle competenze sulle pari opportunità, ha avviato quest’anno l’Osservatorio sulla violenza contro le donne, un sistema informativo provinciale, disponibile on line nel sito dell’ente, per lo studio del fenomeno e l’efficacia della risposte da parte della rete dei servizi presenti a livello territoriale e distrettuale.
Il progetto è promosso con la partecipazione della rete dei servizi sociosanitari e associazioni modenesi.

 

Trovi qui l’articolo originale di ModenaToday.

Centri per gli uomini maltrattanti

“Stai male dopo un litigio con la tua compagna perché non avresti voluto dire determinate cose o avresti voluto comportarti in modo diverso? In lei percepisci paura o disagio nei tuoi confronti? Tu hai paura che possa allontanarsi da te? Ti senti provocato? Hai mai pensato di avere oltrepassato dei limiti? Ti è mai capitato di farle del male pur non volendolo? Non riconosci te stesso quando ti comporti in un certo modo? Senti una forte rabbia dentro di te e non riesci ad evitare che si riversi in famiglia? Pensi che, a volte, non hai scelta rispetto a come ti comporti? Non ti senti una persona violenta, ma nello stesso tempo, riconosci di avere avuto un comportamento aggressivo in alcune occasioni? Provi imbarazzo per certi comportamenti, ma non vuoi sentirti giudicato perché il tutto va contestualizzato e guardato da più prospettive? Può succedere che i tuoi figli assistano a delle discussioni accese con la tua compagna? Vorresti evitarlo? Sei convinto che possa capitare di dare uno schiaffo a tuo figlio per motivi educativi? Qualcosa del tuo modo di comportarti in famiglia ti ricorda come si comportavano i tuoi genitori con te e ti lascia perplesso? Vorresti che, quando chiedi qualcosa agli altri, loro possano accogliere le tue richieste comprendendone realmente il senso e non per paura di ritorsioni o per tenerti semplicemente contento? Avverti il bisogno di parlare di tutto questo con qualcuno? Vorresti farlo?”

Se c’è un sì dietro a molte di queste domande e soprattutto all’ultima, puoi richiedere un colloquio gratuito e riservato ai centri qui elencati:

(Aggiornato al 07 maggio 2016)

CAMPANIA: Napoli

Oltre la violenza – ASL Napoli 1 Centro
Orari: lunedì al venerdì dalle 13 alle 15, il mercoledì e venerdì dalle 16 alle 18
Tel: 338 5004398
Email: oltrelaviolenza@aslnapoli1centro.it

EMILIA ROMAGNA: Ferrara

Centro D’Ascolto Per Uomini Maltrattanti
viale Cavour 195 presso il Grattacielo
Orari: martedì 17-19.30 e venerdì 10.30-13 (è sempre attiva la segreteria telefonica)
Tel: 3398926550 (lo stesso del centro di Firenze)
Email: ferraracam@gmail.com
Sito Web: facebook.com/pages/Centro-di-Ascolto-Uomini-Maltrattanti-Ferrara/541772409206925?fref=ts

EMILIA ROMAGNA: Forlì

Centro Trattamento Maltrattanti
Presso lo studio SAIPS, in  Via San Martino n° 13 Forlì
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00
Tel: 800161085
Email: ctm.forli@gmail.com
Sito Web: http://centrotrattamentomaltrattanti.com

EMILIA ROMAGNA: Modena

USL “Liberiamoci dalla Violenza LDV”
via Don Minzoni 121 Modena
Orari: venerdì dalle 13.30 alle 17.30
Tel: 3665711079
Email: ldv@ausl.mo.it
Sito Web: www.ausl.mo.it/ldv

EMILIA ROMAGNA: Rimini

USL “L.D.V. Liberi dalla violenza. Un aiuto per uomini che vogliono cambiare
Orari: giovedì dalle 08.30 alle 09.30
Tel: 0541698723
Sito Web: http://www.ausl.rn.it/573-siti-tematici/progetto-dafne/ldv/1697-liberi-dalla-violenza.html

FRIULI VENEZIA-GIULIA: Trieste

Interpares
Tel: 3203735663
Email: interpares.ts@gmail.com

LAZIO: Roma

Solidea “Relazioni libere dalla violenza”
Via Angelo Bargoni 8 – Roma
Tel: 3490053554
Email: noviolenza.solidea@gmail.com
Sito Web: www.solideadonne.it/pdf/07_12/PROGETTO_UOMINI_VIOLENTI.pdf

LIGURIA: Genova

White Dove “Lato oscuro degli Uomini”
Via Vannucci 1-16, 5° piano, 16128, Genova
Orari: lunedì / venerdì, 09.00-18.00 (è sempre attiva la segreteria telefonica)
Tel: 010570549
Email: arturo.sica@whitedove.it
Sito Web: www.whitedove.it/index.php?id=14318

LOMBARDIA: Bergamo

Uomini Non Più Violenti
Orari: lunedì 18-19 e mercoledì 12.30-13.30 (è sempre attiva la segreteria telefonica)
Tel: 800121939
Sito Web: www.facebook.com/UominiNoniPiuViolenti

 LOMBARDIA: Brescia

Associazione Cerchio Degli Uomini
Cascina Botà, via San Zeno (Palatenda)
Orari: lunedì, dalle 18 alle 20.
Tel: 3484644766
Email: cerchiodegliuomini@virgilio.it
Sito Web: https://www.facebook.com/AssociazioneCerchioDegliUomini

 LOMBARDIA: Castelleone

Sede CAM Provincia di Cremona
Via San Giuseppe 22, Castelleone
Orari: sabato mattina dalle 9.00 alle 12.00, giovedì dalle 18.00 alle 20.00
Email: camsezionecremona@gmail.com
Sito Web: http://www.centrouominimaltrattanti.org/

LOMBARDIA: Milano

Centro di Mediazione Penale
via Paulucci de’ Calboli Fulcieri,1 20126 Milano
Tel: 800667733
Email: paolo.giulini@cipm.it
Sito Web: www.cipm.it/area-criminologica/

Uomini Non Più Violenti Si Diventa
Ricevono a Milano, Magenta, Lodi e Varese.
Orari: Lunedì e venerdì dalle 12 alle 14. Segreteria h.24
Tel: 0287168243
Email: info@nonpiuviolenti.it
Sito Web: www.nonpiuviolenti.it

PIEMONTE: Torino

Il Cerchio Degli Uomini
Tel: 0112478185
Email: counseling@cerchiodegliuomini.org
Sito Web: www.cerchiodegliuomini.org/

SARDEGNA: Sassari

Sede CAM Nord Sardegna
Via Capotesta, 14-Olbia – Via Ugo La Malfa, 25-Sassari
Tel: 36662871 84/87
Sito Web: www.centrouominimaltrattanti.org

TOSCANA: Firenze

 Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti CAM
Via Enrico il Navigatore 17-50127 Firenze
Orari: Mar 9-12:30 Mer 10-12:30 Gio 14-17 (è sempre attiva la segreteria telefonica)
Tel: 3398926550
Email: info@centrouominimaltrattanti.org
Sito Web: www.centrouominimaltrattanti.org

 TOSCANA: Pisa

Nuovo Maschile. Uomini liberi dalla violenza
Orari: Martedì e Mercoledì, dalle 21 alle 22 (è sempre attiva la segreteria telefonica)
Tel: 370-3230356
Email: nuovomaschile@yahoo.it
Sito Web: www.nuovomaschile.com

 TRENTINO ALTO ADIGE: Bolzano

Caritas “Consulenza Uomini”
39100 Bolzano, vicolo Gumer, 6 o Portici, 9
Orari: dal lunedì al mercoledì, dalle 15 alle 18.
Tel: 0471324649
Email: stefano.favaretto@caritas.bz.it
Sito Web: www.caritas.bz.it/it/servizi/servizi/contatti-consulenza-per-uomini/88-604.html

 TRENTINO ALTO-ADIGE: Rovereto

Cambiamenti Training Antiviolenza per Uomini
Orari: lun. e mer. 14.00-18.00 – gio. e ven. 10.00-13.00 (è sempre attiva la segreteria telefonica)
Tel: 3351802162
Sito Web: www.famigliamaterna.it/uomini.htm

VENETO: Vicenza

Centro Ares – Associazione di promozione sociale Ares
Via Monte Novegno, 7 – Bassano del Grappa (VI) – 36061
Orari: dal lunedì al venerdì 10:00-14:00 / 18:00-20:00
Tel: 3887742014
Email: centroares.bassano@gmail.com
Sito Web: www.centroares.com

Fonte: Casa delle Donne di Brescia in collaborazione con CAM Firenze.

Dire NO alla violenza

La Violenza, in ogni sua forma, è un atto di prepotenza che ci troviamo ad affrontare quotidianamente con episodi di discriminazione di genere o discriminazione razziale.

E’ molto importante imparare a rifiutare la violenza, anche psicologica o verbale, perchè da atteggiamento sottile o allusione può tramutarsi con il tempo in vera e propria violenza fisica.

In particolare per quanto riguarda lo Stalking e la Violenza Domestica, c’è bisogno di allontanarsi fisicamente dagli individui oppressori e rifiutare il loro tentativo di renderci schiave delle loro volontà.

Tu, io e tutte noi donne, abbiamo il diritto di decidere della nostra vita e non essere ridotte a schiave da un amore malato che ci crede oggetto di sua proprietà.

Se un uomo ti pratica violenza, questa non è mai amore nè affetto: è il suo bisogno di sentirsi più forte di te, di avere il potere sulla tua vita.
Questo succede se l’uomo crede le donne inferiori oppure se è profondamente spaventato all’idea di perdere ciò che rappresenti nella sua vita; in entrambi i casi, non si tratta di relazione sana e bisogna risolvere la situazione con un aiuto esterno.
Se lui ti sminuisce, ti allontana dagli amici e ti ripete che sei sua, non prenderlo come un gesto di affetto: nel lungo periodo, potrebbe degenerare in episodi di violenza fisica.

Le soluzioni sono molteplici, ma ti chiediamo in ogni caso di prendere contatto con lo Sportello o le autorità competenti: siamo qui per ascoltare e, quando serve, aiutare!

  • se l’uomo in questione è geloso in maniera non sana e ha intenzione di lavorarci, potete rivolgervi al consultorio familiare più vicino, che vi aiuterà ad affrontare questa situazione.
  • se l’uomo ha scatti di ira, è possessivo e ha intenzione di lavorarci, è possibile contattare il centro Liberiamoci Dalla Violenza dell’ AUSL di Modena.
    L’uomo deve appunto essere consapevole del proprio essere violento e avere intenzione di intraprendere un percorso per cambiare questo atteggiamento violento.
    Il centro si trova presso via Don Minzoni, 121 a Modena
    Orari: venerdì dalle 13.30 alle 17.30
    Tel: 366 571 1079     Email: ldv@ausl.mo.it
    In alternativa, cerca altri centri per gli uomini maltrattanti >
  • se l’uomo non prende coscienza del proprio essere violento, lo giustifica o non vuole lavorarci, è il caso di allontanarti da lui.
    Se hai già subito violenza fisica oppure convivi/sei sposata con lui, è più prudente confrontarsi con le forze dell’ordine su come agire per allontanarsi.

Ricorda che amare te stessa significa rifiutare di sottostare a qualsiasi tipo di oppressione, anche se questo significa rinunciare a un uomo.