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Il bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna e le Linee guida per l’implementazione del bilancio di genere nei Comuni
Un percorso teso a diffondere in tutte le articolazioni dell’amministrazione regionale e nella società una sempre maggiore sensibilizzazione rispetto al tema della parità e del contrasto alle discriminazioni di genere
Cosa fa la Regione
Il bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna
Il bilancio di genere è uno strumento previsto dalla legge quadro per la parità e il contrasto alle discriminazioni di genere (legge regionale 6/2014).
È un tassello importante nello sviluppo di politiche di pari opportunità e si pone come azione chiave per l’applicazione del gender mainstreaming: consente di determinare l’impatto delle politiche pubbliche su donne e uomini e persegue obiettivi di equità, efficienza, trasparenza e partecipazione.
Sostiene gli amministratori pubblici nella volontà di sviluppare politiche economiche che tengano conto della differenza tra uomini e donne, permettendo di utilizzare le risorse pubbliche con sempre maggiore equità nei confronti della cittadinanza.
Attraverso l’elaborazione di dati, statistiche e analisi centrate sul genere, un’Amministrazione può valutare in maniera più puntuale le proprie scelte al fine di migliorare la propria azione e, se necessario, ricalibrare le priorità di intervento rispetto ai bisogni delle cittadine e dei cittadini.
Al tempo stesso è bene sottolineare che non si tratta di uno strumento rivolto a produrre “bilanci delle donne” o specificamente rivolti alle donne, ma finalizzato a intervenire sui bilanci pubblici, tutelando sì i diritti individuali, ma in una prospettiva di interesse generale, con effetti positivi per l’intera società.
La lettura di genere del bilancio aumenta nelle Amministrazioni la coscienza degli impatti del loro operato ed è uno strumento di trasparenza (in quanto consente anche alla cittadinanza di valutare l’operato dell’Ente evidenziando le aree di intervento maggiormente interessate dalle disparità) e di equità.
La prima edizione del bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna (2016)
Nel 2016 è stata presentata la prima edizione del bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna (anno 2015) dopo l’approvazione della Legge quadro, pubblicazione realizzata in via sperimentale completamente “in house” quale frutto di un lavoro partecipato che ha visto coinvolta “l’Area d’integrazione per le politiche di genere” (art. 39 LR 6/14), organismo che raccoglie rappresentanti di tutte le Direzioni generali della Amministrazione regionale. Il documento è stato realizzato coordinandolo con il Piano integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere, che la Regione realizza a partire dal 2008.
La seconda edizione del bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna (2018)
La realizzazione della seconda edizione del bilancio di genere nell’approccio ben-essere ha coinvolto tutti i settori dell’amministrazione regionale in un percorso teso a dare maggiore diffusione ai temi della parità e del contrasto alle discriminazioni di genere. Hanno infatti contribuito rappresentanti di tutte le direzioni generali, in particolare, colleghe e colleghi dell’Area di integrazione del punto di vista di genere e valutazione del suo impatto sulle politiche regionali.
L’elemento di novità rispetto all’ultima edizione è la nuova metodologia utilizzata: l’approccio ben-essere che in sostanza passa da una classificazione di tipo puramente amministrativo-contabile ad un’analisi che evidenzia l’impatto di genere delle politiche pubbliche in nove principali contesti:
- accedere alla conoscenza e alla cultura: istruzione, ricerca, formazione, informazione, attività culturali;
- vivere una vita sana;
- lavorare e fare impresa;
- accedere alle risorse pubbliche: servizi e trasferimenti;
- vivere, abitare e lavorare in luoghi adeguati e sicuri e in ambiente sostenibile;
- muoversi nel territorio;
- prendersi cura degli altri;
- prendersi cura di sé;
- partecipare alla vita pubblica e convivere in una società equa.
L’analisi delle azioni rendicontate ha consentito di individuare, nel 2016, un impegno complessivo della Regione pari a 786 milioni di euro per lavoro, welfare, partecipazione femminile alla vita pubblica, salute, promozione di una cultura di genere e contrasto alla violenza sulle donne che ha interessato quasi 2,3 milioni di donne.
Le Linee guida per l’implementazione del bilancio di genere nei Comuni
Le linee guida nascono con l’obiettivo di orientare le amministrazioni pubbliche e qualsiasi altro Ente interessato alla metodologia, nonché i cittadini, nel seguire precise fasi per l’utilizzo di tutti gli strumenti in modo adeguato ed efficace all’applicazione del Bilancio di genere attraverso un percorso in sette fasi:
- formazione e sensibilizzazione;
- definizione delle dimensioni di benessere;
- analisi di contesto;
- analisi di bilancio;
- struttura;
- dall’auditing al budgeting;
- condivisione dei risultati.
Il processo proposto nelle Linee guida per l’applicazione del bilancio di genere in approccio ben-essere ai bilanci comunali conduce a un miglioramento in termini di trasparenza e più facile comunicazione all’esterno dell’ente.
Entrambi i volumi sono stati realizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Economia ‘Marco Biagi’, in particolare con il Centro di ricerca Capp (Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche).
Per approfondire
Norme e atti
Fonte: http://parita.regione.emilia-romagna.it/il-bilancio-di-genere
Cosa fa la Regione
Con Deliberazione di Giunta regionale n. 336/2017 è stato istituito il Tavolo regionale permanente per le politiche di genere, previsto all’art. 38 della Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere, quale organo consultivo della Regione, con il compito di fornire un quadro unitario della dimensione di genere all’interno delle politiche regionali.
Il Tavolo è presieduto dall’Assessora regionale alle pari opportunità, è invitata la Presidente della Commissione per la parità e coinvolge gli Assessori e le Assessore alle pari opportunità degli Enti locali e le rappresentanze regionali dei soggetti attivi nella rete di sostegno alla parità.
La delibera, in attuazione della Legge quadro, ha definito nel dettaglio la composizione ed i compiti del Tavolo, prevedendo che debba svolgere attività di condivisione, riflessione e confronto sulle azioni positive territoriali e sulle tematiche che impattano sulla dimensione di genere a livello regionale e coordinare le attività realizzate direttamente dalla Regione con le attività realizzate dagli Enti locali e dai soggetti attivi nella rete di sostegno alla parità. Il nuovo strumento si configura quindi come luogo di confronto per promuovere e attuare in modo organico e concertato una efficace politica di pari opportunità sull’intero territorio regionale.
Per contribuire a rafforzare il radicamento sul territorio di una cultura delle differenze è infatti necessario agire in sinergia con i diversi soggetti – istituzionali e non – impegnati su queste tematiche, valorizzando la ricchezza già presente nel territorio regionale.
Come partecipare al Tavolo regionale permanente per le politiche di genere
Per partecipare ai lavori del Tavolo le Associazioni interessate possono compilare il modulo di adesione che si trova in calce a questa pagina.
A chi rivolgersi
Ragazzini Francesca tel.051.527.7358;
Francesca.Ragazzini@regione.emilia-romagna.it
Elena Cantoni tel. 051.527.5577;
Elena.Cantoni@regione.emilia-romagna.it
Enzo Di Candilo tel. 051.527.5160;
Enzo.DiCandilo@regione.emilia-romagna.it
Cristina Karadole tel 051.527.7514;
Norme e atti
Link utili
Rinviato l’appuntamento del 21 maggio in cui era prevista la prima seduta. A breve sarà comunicata una nuova data
Il tavolo è un organismo consultivo regionale che ha il compito svolgere attività di condivisione, riflessione e confronto sulle azioni positive territoriali e sulle tematiche che impattano sulla dimensione di genere a livello regionale. Esso è altresì destinato a coordinare le attività realizzate direttamente dalla Regione con le attività messe in campo dagli Enti locali e dai soggetti attivi nella rete di sostegno alla parità.
Rinviato l’appuntamento del 21 maggio in cui era prevista la prima seduta. A breve sarà comunicata una nuova data.
Come partecipare al Tavolo regionale permanente per le politiche di genere
Oltre ai membri previsti in delibera (Assessori e assessore competenti in materia di pari opportunità degli Enti locali, rappresentanti ANCI, UPI e Città metropolitana di Bologna; rappresentanze sindacali e imprenditoriali; Coordinamento dei Centri antiviolenza della Regione Emilia, rappresentanze di Università e istituti di ricerca, Consigliere di parità regionali; CUG, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Garante regionale infanzia e adolescenza; Presidente del Corecom; Difensore civico regionale), ne faranno parte rappresentanze regionali di associazioni femminili che promuovono l’uguaglianza di genere, le pari opportunità, il contrasto agli stereotipi e i diritti delle donne sul territorio regionale, nonché rappresentanze regionali di associazioni ricreative, sportive e culturali, che abbiano manifestato interesse.
Alle predette associazioni, ai fini della convocazione e partecipazione agli incontri del Tavolo si chiede di compilare l’apposito modulo.
Fonte: http://parita.regione.emilia-romagna.it/
Anche quest’anno l’Associazione Donne in Centro organizza eventi in occasione della Giornata Internazionale delle Donne.
La Rassegna SGUARDI – IL MONDO FEMMINILE IN UN’OTTICA DI PREVENZIONE E DIFESA DALLA VIOLENZA.